martedì 7 giugno 2011










[Evoluzione dell'uomo.]

Come ben sappiamo il lungo processo dell'evoluzione non è fatto solo da questi hominidi da noi riportati nel video, ma questi sono i principali, quelli che hanno dato maggiori svolte nel corso di milioni di anni. In più di essi abbiamo il maggior numero di reperti, così abbiamo fatto una selezione tra gli hominidi, scegliendo di descriverne solo cinque: AUSTRALOPITHECUS, HOMO ERECTUS, HOMO HABILIS, HOMO DI NEANDERTHAL, HOMO SAPIENS E HOMO SAPIENS SAPIENS.


martedì 26 aprile 2011

lunedì 4 aprile 2011

lavoro di recupero

Vi riallego le domande per il recupero del primo quadrimestre. La parte che mancava, per la maggior parte di voi, erano le domande dalla 2 alla 9. Mi raccomando!!...


1.       1. Descrizione di una specie a scelta (tra quelle presenti nel film MICROCOSMOS o che potrebbero esserci state):
a.       Classificazione
b.      Habitat
c.       Nutrizione / Nicchia ecologica
d.      Ciclo biologico / riproduzione
e.      Adattamento, aspetti evolutivi e altre particolarità

2.       2. Osserva i due “video-definizione” sul sito (biosfera) e schematizza con delle mappe concettuali e con una descrizione sintetica i concetti di “ecosistema” e di “ecologia”

3.       3. Quali delle specie descritte (e/o presenti nel film) condividono lo stesso biotopo? Individua i diversi biotopi e le specie che vi abitano

4.     4.   Ricercando delle informazioni su internet prova a descrivere (ipoteticamente) alcuni dei fattori abiotici più rilevanti di questi diversi ecosistemi (es. temperatura media, piovosità, disponibilità idrica, caratteristiche geo-morfologiche ecc.…)

5.   5.     Ci sono delle specie, tra quelle descritte, del tutto “aliene” al contesto ambientale osservato in Microcosmos? Individuale e giustifica la tua risposta

6.   6.    Porta almeno tre esempi, individuati tra le specie descritte e/o osservate nel film, di particolari forme di adattamento all’ambiente

7.  7.      Porta almeno tre esempi, tra le specie descritte e/o osservate in Microcosmos, di particolari forme di relazione evolutisi tra organismi di specie diverse o della stessa specie (es. predazione, competizione, cooperazione ecc.)

8.   8.    Ricostruisci lo schema di una rete alimentare, mettendo in relazione tra loro le specie descritte e/o osservate nel film

9.  9.     Osserva gli aspetti riproduttivi (somiglianze e differenze) e prova a raggruppare le diverse specie tra loro secondo dei criteri da te identificati. Giustifica la risposta. 

martedì 29 marzo 2011

Il granchio



Classificazione

Regno: Animalia
Ramo: Bilateria
Classe: Malacostraca
Ordine: Decapoda


Caratteristiche generali

I granchi appartengono al tipo dei crostacei, classe malacostraci, ordine decapodi.
Come tutti gli animali del loro tipo hanno una corazza rigida detta esoscheletro che ricopre tutto il corpo. Le zampe sono articolate e mobilissime, molto efficienti.

Il corpo dei granchi è suddiviso in due regioni: cefalotorace e addome.

Il primo, che comprende capo e torace, è coperto da un carapace rigido ricoperto di spine, e dal quale hanno origine le 5 paia di arti principali, di cui il primo è sempre modificato in chele. Nel capo sono presenti moltissimi organi di senso: occhi composti, sferici e montati su peduncoli e mobilissimi, che vedono tutto attorno a se', e antenne con terminazioni sensoriali (tattili, olfattive).
L'addome è di dimensioni ridotte ed è ripiegato sotto il cefalotorace. Nel maschio ha una forma rettangolare, mentre nella femmina è più largo e arrotondato. Fra l'addome e il cefalotorace vengono poste le uova in incubazione, visibili dall'esterno.

Habitat

Ci sono granchi in ogni ambiente marino, inclusa la spiaggia nella sua parte emersa, rappresentati da moltissime specie. Nonostante cio' molto spesso passano inosservati al subacqueo, o perche' sono molto piccoli, o con colorazioni criptiche, o perche' vivono in associazione stretta con altre specie animali, sulle quali si mimetizzano perfettamente. In immersione bisogna cercarli attivamente, nelle schede di ogni specie, nelle sezioni ecologia e associazioni, diamo informazioni su come trovarli. La maggior parte delle specie ha abitudini notturne. Di notte molti dei loro predatori piu' temibili (essenzialmente pesci) dormono, e il momento e' favorevole per cercare il cibo e accoppiarsi.

Alimentazione

L'alimentazione dei granchi varia da specie a specie e comprende animali, piante, carcasse.

Riproduzione

La riproduzione avviene con un'accoppiamento e una fecondazione interna. Talvolta nei granchi l'accopiamento e' possibile solo al momento della muta. Il maschio, quando individua (dall'odore) una femmina prossima alla muta, la abbraccia con le chele e la tiene con se' nell'attesa del momento propizio.
La femmina porta con se' le uova, attaccate alle appendici dell'addome, fino alla schiusa. Dalle uova fuoriescono larve planctoniche, che solo dopo diverse metamorfosi diventeranno piccoli granchi.

Particolarità

A causa della posizione delle zampe, per molti granchi l'andatura migliore e' una camminata laterale, in qualsiasi direzione (anzi, alcune specie tipicamente ruotano di 180° ogni tanto, per alternare le zampe che spingono e quelle che tirano). Molte specie, inoltre, stabiliscono associazioni simbiotiche con coralli duri e molli, echinodermi, spugne.






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Altri punti



2) Il termine ecosistema è stato coniato Arthur Tansley nel 1935. Ogni ecosistema è costituito da una o più comunita di esseri viventi (biocenosi) e dall'ambiente fisico circostante (biotopo) fra i quali si instaurano delle interazioni reciproche. Dell'ecosistema fanno inoltre parte il flusso d'energia e la circolazione di materia tra componenti biotici e abiotici. L'ecosistema sopravvive quindi grazie all'equilibrio dei suoi componenti.


L'ecologia è la disciplina che studia l'ecosfera, ossia l'insieme delle zone della Terra in cui le condizioni ambientali permettono la formazione e lo sviluppo degli ecosistemi.


3) Un biotopo è un'area di limitate dimensioni (come può essere uno stagno) in cui vivono organismi vegetali e animali di una stessa o di diverse specie, che nel loro insieme formano la biocenosi. In Microcosmos, un documentario in cui i cosiddetti "abitanti dell'erba" sono stati ripresi nel loro ambiente, cioè un prato, abbiamo visto che, ad esempio, coccinelle, farfalle, chiocciole, formiche ecc condividono lo stesso biotopo.


5) Tra le varie specie descritte, quelle del tutto aliene all'ambiente osservato in Microcosmos sono l'anaconda e l'aquila reale, che vivono in biotopi diversi, giacché l'anaconda trascorre la maggior parte della sua vita in acqua, e l'aquila, pur frequentando una vasta gamma di ambienti, compare generalmente in ambienti montuosi.


6) Una delle più note forme di adattamento all'ambiente è sicuramente quella dell'insetto stecco. Proprio questo nome, infatti, è dovuto alle sue sembianze: col suo corpo, dalla struttura e dal colore simili a quelli di un ramoscello, questo insetto si mimetizza molto facilmente riuscendo così a proteggersi da eventuali pericoli. Un meccanismo di mimetizzazione simile viene adottato dalle cimici, che grazie al loro colorito verde riescono a confondersi col fogliame. Questi processi di adattamento non sono esclusivi delle specie animali, ma si sviluppano anche nelle piante. Nel documentario abbiamo visto una specie di vegetale che, per non farsi depositare sopra le uova degli insetti, i cui nascituri si nutrirebbero appunto della pianta stessa su cui vengono a trovarsi, si fingono malate creando delle "palline" gialle.


7) La cooperazione tra organismi della stessa specie è detta eusocialità, ed è presente, ad esempio, fra le formiche, le vespe e le api.
La competizione tra organismi della stessa specie avviene generalmente per cause relative alla riproduzione: i maschi di alce, ad esempio, devono lottare per conquistare le femmine della loro specie.
La competizione tra organismi di specie differenti, invece, avviene generalmente a causa della scarsa disponibilità di risorse o per l'interesse alle stesse prede.


8) Rete alimentare


Produttori: Vegetali (erba, alberi, fiori ecc) ---> 
Consumatori: Erbivori (bruchi, lumache ecc) ---> 
Consumatori: carnivori (aquila reale, anaconda ecc) ---> 
Decompositori (lombrichi, millepiedi, batteri, funghi ecc)





venerdì 25 marzo 2011

Le Vespe di Barbara Marchetti

Le Vespe. La Classificazione: Regno: Animalia Ramo: Bilateria Classe: Insetti Ordine: Imenotteri Famiglia: Vespidae Il Loro Habitat Le vespe vivono in colonie e costruiscono il nido sotto terra, sugli alberi o sui tetti delle case. Per far ciò tagliano dai rami morti o dalla corteccia degli alberi, dei trucioli di legno che impastano per frane un denso miscuglio. Il Loro Ciclo Biologico In primavera le regine emergono dai loro ricoveri ed iniziano la formazione nella nuova colonia. La regina depone circa 10/20 uova. Inizialmente deve provvedere anche alla ricerca del cibo. Dopo lo sviluoppo del primo gruppo di operaie la regina cessa ogni altra attività al di fuori della deposizione delle uova e da quel momento rimane nel nido mentre le operaie provvedono alla ricerca del cibo. La Loro Alimentazione E La Nicchia Ecologica Gli adulti delle vespe si cibano di nettare dei fiori ma prendono anche piccoli insetti per intregrare la dieta delle larve che allevano nel nido. Le vespe producono anche piccole quantità di miele che usano sia per nutrire le larve sia per rapporti sociali attraverso la trofallassi. Le vespe sono insetti sociali: le loro società comprendono femmine sterili, operaie e una o più femmine fertili dette regine. I maschi appaiono nel periodo riproduttivo. Il Comportamento Delle Vespe Le femmine sono dotate di un aculeo velenoso che utilizzano esclusivamente per difesa e la puntura è dolorosa, in alcuni casi pericolosa perchè un potenziale sctenante di forme allergiche. Gli Aspetti Evolutivi E Particolarità Nell'ordine degli imenotteri si riscontrano molti altri esempi di socialità più o meno evoluta: Il livello di società delle vespe, anche se spesso complessa ed affascinante è meno " evoluta" di quella delle api. A differenza delle api, quando pungono non perdono il pungiglione; di conseguenza possono adoperarlo più volte senza pericolo per loro stesse.

Punto 5:Nelle specie del film "Microcosmos" c'erano delle specie "aliene" a quel contesto, perchè parlava dei conigli e dei pesci che non appartenevano alla specie dei coleotteri



Punto 6:Un particolare esempio di adattamento all'ambiente presente nel film è quello in cui una pianta sulle sue foglie fà apparire dei puntini gialli far evitare alle farfalle di farci le uova sopra che erano dello stesso colore delle uova e così quando le farfalle arrivavano se ne andavano perchè pensavano che lì altre farfalle ci avevano già fatto il nido.


Prof riguardo ai punti che non ho fatto è perchè non ho trovato niente in relazione a quello che chiedeva, oppure sui punti dove dovevo fare degli esempi ripresi dai film non li ho fatti perchè non mi ricordo quali erano gli animali trattati nel film,cioè ricordo solo che erano insetti, e quindi non sono riuscita a fare tutti i punti. Spero che quello che ho fatto la possa soddisfare.


A CURA DI BARBARA MARCHETTI!!!

martedì 15 marzo 2011

Esplora la sistematica

La classificazione delle specie si basa sul lavoro di Linneo (precedente a Darwin). Le "categorie sistematiche" di Linneo, tutt'oggi in uso, sono come degli insiemi o "contenitori" di diversa ampiezza: le categorie di ordine superiore contengono quelle di ordine inferiore, come un "sistema di scatole". La categoria più grande è il regno. I biologi dividono tutte le specie esistenti in 5 regni: Monere (batteri), Protisti (soprattutto microrganismi unicellulari), Piante, Funghi e Animali. Ogni regno è suddiviso a sua volta in più "phyla" (al singolare "phylum"); nel caso delle piante al termine phylum si preferisce "divisione". Ogni phylum è suddiviso a sua volta in "classi"; ogni classe in "ordini"; ogni ordine in "famiglie"; ogni famiglia in "generi". Ogni genere comprende quindi più "specie". La specie è la categoria fondamentale della classificazione di Linneo. Ogni specie vivente conosciuta viene identificata dai biologi con un doppio nome: il primo indica il genere a cui appartiene, il secondo indica la specie. Ad esempio noi siamo "Homo sapiens" ("Homo" è il genere; "sapiens" è la particolare specie a cui apparteniamo). La sistematica cerca di ordinare tutte le specie esistenti (o estinte), sui criteri di somiglianze e differenze e sulla base delle "parentele" evolutive  (specie simili tra loro si sono originate da progenitori comuni).


Collegati al sito http://www.pianetascuola.it/risorse/media/secondaria_secondo/scienze_natura/labonline/05/files/start.htm,
ed esplora la classificazione del:
1) genere "quercia"; quali specie appartengono a questo genere? che differenze presentano tra loro? che diversi caratteri di adattamento presentano? che ipotesi evolutive puoi formulare? A quale famiglia appartiene il genere quercia? quali altri generi appartengono allo stessa famiglia? ecc.

analogamente esplora i seguenti:
2) famiglia equidi
3) famiglia felidi
4) famiglia canidi
....a tua scelta

Presenta i risultati della tua ricerca con una presentazione "powerpoint" (utilizzando testi sintetici, schemi e immagini).

giovedì 10 febbraio 2011

Api. A CURA DI LINDA BARTOLUCCI.



Ape.

Le api come è ben risaputo sono gli animali che rappresentano la collaborazione per eccellenza. Appaiono come una vera e propria gerarchia.
- Al vertice della piramide troviamo l'APE REGINA, la femmina della colonia; è normalmente la madre di tutte le api presenti nell'alveare. La regina si sviluppa da una larva selezionata dalle api operaie e nutrita con pappa reale al fine di renderla sessualmente matura. In situazioni ordinarie, all'interno della famiglia d'api è, quindi, l'unico individuo fertile.
- Ape operaia: le operaie costituiscono il gruppo più numeroso della colonia. Il corpo dell’ape
operaia misura circa 10-13 millimetri e ha una circonferenza toracica di 4 millimetri. Si occupano delle pulizie delle celle, di nutrire le larve con miele e polline e di costruire le favi.
- Poi vi è il fuco: ha dimensioni più grandi di quelle delle operaie, ha l'addome rettangolare coperto dalle ali, il capo arrotondato, il corpo scuro, ricoperto di peli. Sono privi di pungiglione. Hanno il compito di fecondare la regina, vengono assistiti e nutriti dalle operaie; quando diventano inutili per l'alveare, ovvero che sono riusciti già a fecondare la regina, le operaie si avventano su di loro trafiggendoli con gli appuntiti pungiglioni, lasciando così loro una minima possibilità di scampo.


Habitat.
Le api vivono in ambienti climatici miti, costruendo un alveare come la loro "casa" ideale.

Nutrizione.
Questi piccoli insetti si nutrono del nettare dei fiori. Le api sono fondamentali per la vita del nostro pianeta, poichè impollinano il 90% dei fiori presenti sulla terra.

Riproduzione.
La riproduzione spetta all'ape regina, l'unica femmina fertile.
La regina vergine sopravvissuta in una famiglia, in una giornata calda e soleggiata vola fuori dell'alveare per accoppiarsi con 12-15 fuchi (volo nuziale). Ha poco tempo per accoppiarsi e se non è in grado di volare a causa del maltempo - e, quindi, non si accoppia - diventa una regina fucaiola, cioè depone uova da cui possono nascere solo fuchi (maschi). La presenza di una regina fucaiola in genere rappresenta la fine di una famiglia, in quanto le api operaie non hanno più uova e/o larve neonate da cui allevare una nuova regina, e non vi sarà più il ricambio delle operaie stesse. Inoltre, se vi è un insufficiente numero di fuchi, oppure le condizioni atmosferiche sono sfavorevoli per un accoppiamento ottimale, può succedere che la regina accumuli nell'apposita spermateca pochi spermatozoi maschili, cosicché resterà fertile per un periodo variabile ma inferiore ai 2-3 anni che rappresentano la norma. Appena comprendono che la regina non è più efficiente, le api operaie possono tentare di sostituire la regina, a condizione che le condiz
ioni meteorologiche e stagionali permettano un nuovo volo nuziale, e se vi sono abbastanza fuchi in circolazione.


sabato 29 gennaio 2011


Tartarughe: Classificazione, anatomina e fisiologia.

Le tartarughe dette anche chiloni, fanno parte della classificazione animale e appartengono all'ordine Testidines o Ch
elonia. Sono caratterizzate dalla presenza della corazza ovvere una struttura ossea o cartilaginea che racchiude gli organi interni, in grado anche di proteggerle da eve
nutali pericoli esterni.

Habitat:
Gli habitat delle tartarughe sono tipicamente mediterranei, caratterizzati da inverni miti con precipitazioni moderate ed estati aride con temperature elevate. Questi animali trovano rifugio e nutrimento nella vegetazione bassa e cespugliosa.

Nutrizione:
L'alimentazione principale delle tartarughe è composta da:
- Vegetali e frutta: lattuga, valerianella, tarassaco, fragole, pere, banane, meloni, uva, mele, pesche, albicocche.
- Anellidi: lombrichi di terra e molluschi.


Riproduzione:
A) Apparato riproduttivo maschile.
I testicoli sono organi ovoidali, posti sul dorso caudale accanto ai reni, producono gli spermatozoi e gli organi sessuali. Il pene si differenzia da quello dei
mammiferi perchè non contiene l'uretra, pertanto non vi è collegato il sistema urinario. La sua funzione è solo quella riproduttiva.

B) Apparato riproduttivo femminile.
Nelle femmine sono presenti due ovaie che producono gli ovuli e gli ormoni sessuali. Dopo l'ovulazione le uova vengono raccolte dall'ovidutto le cui ghiandole secernano l'albume e il guscio. Nella porzione terminale dell'ovidutto le uove si accumulano e vengono conservate fino alla loro deposizione.
Evoluzione:
L'ordine chelonia è il più antico ordine di rettili poichè risal
e a 215 milioni di anni fa circa, ai tempi dei dinosauri; la loro struttura è rimasta invariata nonostante le specie siano poco più di 200. I più antichi fossili di tartaruga terrestre rinvenuti appartengono al genere Proganochelys, tartarughe con aspetto simile a quello attuale, la differenza sta nella capacità di retrarre la testa, la tartaruga risalente a milioni di anni fa non aveva questa capacità, mentre oggi molte tartarughe possono.
A cura di: DELLA GATTA FEDERICA.

venerdì 28 gennaio 2011

La coccinella




Le coccinelle sono una famiglia di insetti dell'ordine dei Coleotteri presente in tutto il mondo, con circa 6.000 specie descritte.


Le coccinelle sono insetti di piccola taglia, in genere di grandezza compresa tra 1 e 10 mm (eccezionalmente oltre il centimetro), solitamente di forma emisferica, in genere con livree vistose a colori contrastanti.
Le specie con livree vistose sono tra gli insetti più familiari: per l'utilità, l'inoffensività e l'aspetto dalla forma curiosa e dai colori vivi, inducono un atteggiamento di simpatia anche in chi prova repulsione verso gli insetti in generale. Alcuni le considerano dei portafortuna. Molte specie sono invece ignorate per le piccole dimensioni e per la livrea insignificante.
A dispetto dell'apparente inoffensività e dell'aspetto simpatico, quasi tutti i Coccinellidi sono in realtà attivi predatori dotati di una notevole voracità al punto che sono frequenti i casi di cannibalismo e comportamenti predatori alquanto sofisticati. Per questi motivi sono tra i più interessanti predatori impiegati nella lotta biologica.





Aspetti Evolutivi:

Il ciclo delle coccinelle è caratterizzato da varie fasi, infatti, dalle uova che sono deposte in gruppo o singolarmente su varie piante, nascono le larve che si caratterizzano per 4 (quattro) stadi larvali, dopo di che la larva matura, passa allo stadio di pupa, ed a maturità completata, viene fuori la coccinella di colore giallo/arancio, senza puntini, poi in seguito, con passare del tempo, comincia a presentare un colore sempre più intenso e i primi puntini, fino alla comparsa totale di tutti i puntini, tipici della specie di appartenenza.



Riproduzione:


I Coccinellidi svolgono una o più generazioni l'anno e svernano in genere allo stadio di adulto. Gli accoppiamenti hanno inizio dalla primavera, dopo un periodo di alimentazione.
Le ovideposizioni variano secondo l'etologia. Alcune specie depongono le uova in gruppi di numero variabile da poche unità a qualche decina, altre depongono le uova isolate e sparse sugli stessi organi frequentati dalle prede o fra le uova di queste. Con le uova fertili sono spesso deposte anche uova non fertili. Sembra che queste forniscano una fonte di cibo di riserva per le larve che nasceranno. La proporzione tra uova fertili e uova non fertili dipende dalla scarsità di cibo al momento della deposizione.
Lo sviluppo postembrionale passa attraverso quattro stadi larvali e uno di pupa. Larve e adulti hanno in genere la stessa etologia e frequentano lo stesso ambiente. In genere, dopo lo sfarfallamento, l'adulto resta per un breve periodo nello stesso luogo dove si è sviluppato, ma poi si disperde alla ricerca di prede. Sono stati riscontrati fenomeni etologici complessi, riguardanti la migrazione, la riproduzione e il gregarismo, messi in relazione con la disponibilità alimentare.
Il numero di generazioni e la durata di un ciclo di sviluppo sono correlati spesso alla biologia delle abituali prede. Le specie monovoltine attraversano in genere un periodo di quiescenza piuttosto lungo che si protrae dall'estate all'inverno. Le specie che svolgono più generazioni, invece, possono avere talvolta un ciclo sincronizzato con quello delle prede oppure più breve. In generale le specie che attaccano gli Afidi hanno un ciclo riproduttivo più lungo, mentre quelle che si nutrono a spese di Cocciniglie hanno cicli più brevi. La dinamica di popolazione è strettamente legata alla disponibilità di prede, ma in generale i Coccinellidi hanno una fecondità elevata.




Alimentazione:


I coccinellidi sono prevalentemente zoofagi predatori a spese di insetti e Acari. All'interno della famiglia si riscontra anche la presenza di specie micetofaghe e specie fitofaghe. Queste ultime sono presenti solo nella sottofamiglia degli Epilachninae.
Non mancano casi di variazioni del regime alimentare, fenomeno indicato con il termine di allotrofia. In generale però si può fare una distinzione abbastanza netta tra specie entomofaghe, e quindi utili, e altre fitofaghe, alcune delle quali sono responsabili di danni economici.







martedì 18 gennaio 2011


La Farfalla

La farfalla è un insetto che appartiene all'ordine dei Lepidotteri.

Le farfalle hanno abitudini generalmente diurne ed hanno antenne clavate che sono spesso pettinate o filiformi, e chiudono le ali a libro in posizione di riposo.





Il ciclo vitale

Quattro sono i principali stadi di un ciclo vitale di una farfalla: uovo, larva, pupa e adulto.


  • Uovo: Poco prima del momento della schiusa l'uovo diventa scuro, ed il giovane bruco può essere visto muoversi al suo interno. Prima ritaglia una sorta di "coperchio" circolare nell'involucro rigido dell'uovo, quindi spinge il corpo fuori dell'uovo contorcendosi.
    Questa è una delle fasi di maggiore vulnerabilità. Una volta uscito, il bruco generalmente mangia il guscio vuoto dell'uovo. Ciò gli fornisce l'alimentazione necessaria alla sopravvivenza fino al momento in cui sarà riuscito ad individuare la sua pianta ospite.
  • Bruco: Il bruco sceglie uno stelo adatto e tesse un cuscinetto di seta cui attacca la coda. Quindi fissa una "cintura" dello stesso materiale che fa passare attorno al centro del corpo e che rimane attaccata al supporto offerto dallo stelo. La cuticola del bruco si fende lungo il dorso e la pupa inizia ad emergere. Una serie di contorcimenti sospinge la cuticola del bruco verso la coda. Questa vecchia pelle viene abbandonata, ed una serie di uncini sulla coda viene fissata al cuscinetto sericeo. A questo punto la pupa assume la sua forma definitiva.
  • Pupa: Poco prima dello sfarfallamento, il colore della farfalla adulta diventa vagamente visibile. L'involucro della pupa si fende e la farfalla comincia faticosamente ad uscire.
    Quando è completamente uscita, la farfalla emette dall'estremità dell'addome un liquido detto meconio, contenente i prodotti di rifiuto accumulati durante lo stadio pupale.
    Dopo la schiusa, la farfalla rimane con le ali ripiegate e penzolanti, e le espande pompando emolinfa nelle nervature alari. È importante che le ali dell'insetto si espandano abbastanza in fretta prima di indurirsi; in caso contrario, rimarrebbero deformate in modo permanente.
  • Adulto: La farfalla completamente sviluppata ha un tipo di vita totalmente differente da quello del bruco: mentre questo si nutre di foglie per crescere, la farfalla passa il tempo a succhiare il nettare dei fiori e ad accoppiarsi.

In genere la vita da farfalla è abbastanza breve, varia da qualche giorno a una settimana o due e, solo in alcuni casi, può raggiungere il mese di vita.


SIGNIFICATO DELLA FARFALLA

La farfalla è uno degli insetti più tatuati al mondo. Il suo evolvere da bruco a farfalla e la breve durata della sua esistenza la rendono metafora del cambiamento, della rinascita, della fugacità della vita, così come simboleggia la leggerezza, la libertà.

Inoltre:

  • Simbolo della speranza di ascendere dalla condizione terrestre alla luce delle eterne altitudini;
  • Emblema di ciò che dura in eterno;
  • Simbolo della morte;831e3488b4c0e5d982b1ff9de8feade8.jpg
  • Simbolo dell’anima;
  • Simbolo di grazia femminile, la farfalla ricorre nelle illustrazioni ad aggiungere un tocco di femminilità;
  • Nelle rappresentazioni di figure fantastiche queste hanno ali di farfalla;
  • Il dio del sogno Hypnos ha ali di farfalla;
  • In Giappone rappresenta la donna giovane e due farfalle che danzano rappresentano la felicità coniugale;
  • In Cina rappresenta il giovane innamorato della femmina (rappresentata dal fiore…così come la farfalla va in cerca del fiore…);
  • In Cina ancora la amata morta sale dalla tomba al cielo in forma di farfalla;
  • In Messico è uno dei simboli del dio della vegetazione Xochipili ed è simbolo del fuoco sfavillante collegato col sole e sempre in Messico si disegna sulla schiena delle persone morte una farfalla rossa, come simbolo di viatico.Per alcune tribù messicane le farfalle sono simbolo di abbondanza e buon auspicio per le raccolte estive;
  • Gli Ioruba dell’Africa Occidentale rappresentano nella parte superiore della clava da cerimonia una testa sormontata dalla farfalla;
  • In Germania la comparsa di una farfalla è presagio di nascite in arrivo;836b51a87f6b41b90f7c146ffb3b63ca.jpg
  • Per i Maya le farfalle erano spiriti dei defunti che tornavano sulla terra;
  • In Pensilvania una farfalla che si adagia su un tronco d'albero preannuncia la venuta della pioggia;
  • In alcune culture la farfalla simboleggia la strega, come la strega è infatti capace di trasformarsi e mutare aspetto. Quando la bandiera di Giovanna d’Arco, decorata con fiori di iris, garriva al vento, si vedevano volteggiare miriadi di farfalle bianche attorno ad essa. Fu questa una delle tante ragioni per cui fu definita strega e mandata al rogo.



La formica



La famiglia delle Formicidae (solitamente chiamate formiche) appartiene all'ordine degli insetti imenotteri, ed è la più comune della classe degli insetti. Le formiche, infatti, sono incredibilmente numerose, tanto che compongono addirittura il 50% della biomassa di tutti gli insetti e il 10% dell'intera biomassa animale! Inoltre, ne esistono almeno 12.000 specie, classificate in 300 generi e 21 sottofamiglie distinte fra loro (più altre 5, ormai estinte). Evolvendosi dalle vespe solitarie, le formiche sono comparse sulla Terra ben 140-168 milioni di anni fa.



CARATTERISTICHE GENERALI

Il corpo delle formiche è costituito da tre parti (capo, torace e addome), hanno 6 zampe e sul capo presentano 2 antenne, che fungono da principali organi di senso. Tipicamente, le formiche sono di colore nero, ma alcune specie variano dal rosso all'arancione al giallo e al verde.


HABITAT

Il formicaio è l'ambiente in cui ogni gruppo di formiche si organizza, e la sua struttura può variare a seconda del materiale che trovano, al clima o alle abitudini di ogni gruppo.La struttura del formicaio può essere incredibilmente semplice o particolarmente complessa, ma generalmente si tratta di un complesso di camere poste su più piani (sotterranee o non), che comunicano per mezzo di gallerie. Ogni entrata è sorvegliata da delle formiche dette sentinelle, e le porte, spesso rappresentate da sassolini o piccoli frammenti solidi, vengono chiuse in caso di pericolo.

(Nell'illustrazione, lo spaccato di un formicaio)



ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Oltre a quella delle api, la società delle formiche è una fra le più evolute. Essa è divisa in caste: la regina, i maschi e le operaie.

Formica regina e operaie
La regina è l'unica femmina feconda ed è più voluminosa delle operaie. Prima dell'accoppiamento è provvista di due paia di ali, che cadono subito dopo il volo nunziale (ossia l'accoppiamento in volo).
I maschi sono grandi quanto la regina e sono provvisti di due paia di ali che non cadono mai, ma muoiono subito dopo l'accoppiamento.
Le operaie sono femmine sterili e svolgono funzioni lavorative. Tuttavia, hanno la possibilità di deporre uova trofiche che donano alle larve come cibo.



ALIMENTAZIONE

Le formiche si nutrono di liquidi, e quando masticano alimenti solidi li impregnano con la saliva fino a farli diventare un succo, che viene in parte conservato nell'ingluvie mentre il residuo passa nel sacco boccale. Il rigurgito delle riserve dell'ingluvie viene sollecitato con tintillamenti delle antenne. Alcune formiche non escono mai dal formicaio e vengono usate come botti: quando le operaie tornano al formicaio con delle sostanze zuccherine, le fanno mangiare a queste formiche botti che le conservano nell'ingluvie per poi distribuirle come cibo quando sarà necessario.


COMPORTAMENTO

Ma oltre a lavorare.. come passano il tempo libero? Dedicandosi alla pulizia del corpo o giocando! Le formiche sono molto pulite e curano soprattutto l'igiene delle antenne, che vengono passate in una specie di pettine che si trova sulle zampe anteriori. Non potendo arrivare a pulirsi da sole tutto il corpo, si aiutano fra di loro pulendosi l'un l'altra con la lingua e le mandibole. Per quanto riguarda l'aspetto ludico, le formiche giocano allo stesso modo degli animali domestici più comuni mordendosi e aggredendosi fra di loro, senza ovviamente ferirsi. Le formiche dormono in avvallamenti del terreno posti all'interno del formicaio, e al loro risveglio (spesso provocato dalle compagne) si stirano e sbadigliano allargando le mandibole.




(Butrichi boss)

giovedì 6 gennaio 2011

L'anaconda

Il nome scientifico dell’anaconda è Eunectes murinus e Eunectes notaeus, appartiene alla famiglia dei Boidi (Boidae), ordine degli Squamati (Squamata) e classe dei Rettili (Reptilia).

CARATTERISTICHE
L’anaconda o boa d’acqua appartiene alla famiglia dei boa che comprende i serpenti più grandi al mondo. Può raggiungere anche i 12 metri, anche se solitamente non supera i 6 metri. Sulle dimensioni vi sono molte credenze ed attese popolari, così l’anaconda appare spesso più grande di quanto non sia in realtà.
Questo serpente è verde olivastro con delle macchie sul corpo e delle bande scure sulla testa. La livrea può cambiare a seconda delle aree colonizzate.

VITA ED ABITUDINI
L’anaconda è un ottimo nuotatore, per questo le è valso il nome di boa d’acqua. A terra si muove piuttosto lentamente.
Solitamente conduce una vita solitaria in ambienti paludosi, ideali per cacciare.
L’anaconda trascorre le ore del giorno riposandosi sui rami oppure nelle pozze umide. Non appena giunge la notte il serpente si rianima ed inizia a cacciare.
Solitamente l’anaconda sferra l’attacco alle sue prede quando queste, ignare del pericolo, si avvicinano all’acqua per abbeverarsi. Il serpente trascina la preda sott’acqua e l’avvolge nelle sue spire, cosicché la morte avviene per stritolamento e per annegamento. Le prede sono varie e di diverse dimensioni: uccelli, molti pesci, mammiferi come erbivori e roditori, tartarughe e caimani. L’anaconda, quando riesce a catture una grossa preda, può rimanere senza cibo per una settimana e più. La maggior parte delle volte l’anaconda si limita a prede di piccole dimensioni e quindi caccia spesso. Le parti non digerite sono rigurgitate avvolte da uno strato di muco.
Spesso i serpenti inghiottono prede più grandi di loro. Questo è possibile grazie a diversi elementi: l’elevata mobilità mandibolare e la labile unione tra la parte superiore e quella inferiore; un osso massiccio che protegge il cervello durante l’apertura della bocca; una valvola respiratoria che permette all’anaconda di respirare anche mentre sta inghiottendo.
Non ci sono molte notizie sulla fase riproduttiva dell’anaconda. Sembra che il maschio insegua la femmina grazie alle sostanza odorose da essa rilasciate. Anche l’anaconda, come gli altri boidi, è vivipara ossia nascono delle piccole anaconda, dalle 20 alle 40, lunghe circa 60-90 cm.
Vive nelle aree umide tropicali del Sud America e qui ha alimentato molte credenze popolari…come l’anaconda che con le sue spire avvolse una grande barca; oppure l’anaconda che dette l’origine mitologica ad uno degli dei degli Indiani d’America.

martedì 4 gennaio 2011

Ricerca sull'aquila reale



L'aquila reale è il più bello e il più fiero degli uccelli rapaci,
è la signora dei cieli, il cui nome scientifico è Aquila chrysaetos della famiglia Accipitridae, la si ritrova in tutto l'emisfero settentrionale soprattutto nelle zone di montagna. In particolare la ritroviamo nel nord e nell'ovest degli Stati Uniti, nel Canada orientale, nelle zone montuose europee,nell'Asia settentrionale e centrale ed anche nell'Africa settentrionale.In genere non ama le zone boscose ed abita al di sopra delle cime degli alberi ed al di sotto delle nevi perenni ad una altitudine compresa tra il livello del mare ed i 3600 m. Non ama i luoghi popolati, nè le pianure o le praterie in quanto non offrono dei luoghi dove si possa appostare per individuare le sue prede.Nell'aquila reale i maschi e le femmine sono fisicamente uguali tra loro ad eccezione del fatto che le femmine sono più grandi. Le aquile hanno il corpo ricoperto di piume marrone scuro,e sono più pesanti dell'intero scheletro di essa,le ali sono ampie e lunghe circa due metri quando sono aperte e possono raggiungere la velocità di 160km all'ora.Le aquile sono caratterizzate da robustezza,becco potente ed uncinato,testa grande e tarsi ricoperte di piume sino al piede.Dispongono di un volo potente e maestoso e piombano dall'alto sulle loro prede.
L'Aquila reale durante tutto l'anno compie spettacolari parate effettuando il caratteristico volo a festoni sia per difendere il territorio e sia,nel periodo riproduttivo per il corteggiamento.Il volo di caccia viene svolto viene svolto a bassa quota costeggiando i fianchi delle montagne per sorprendere la preda che cattura in genere al suolo.Il maschio e la femmina dell'aquila reale una volta formata la coppia e scelto il loro territorio restano fedeli per la vita,e rimangono per molti anni stanziali nel territorio da loro scelto e costruiscono nei dintorni decini di nidi fra i dirupi o fra i rami degli alberi più alti.

lunedì 3 gennaio 2011

Le cavallette

Prima di tutto, dobbiamo specificare che il termine scientifico per classificare le cavallette è "Califiere".


Ne esistono moltissime specie come le cavallette nane, le cavallette migratorie, le locuste ecc.. Solitamente, le femmine depongono le uova in autunno, in dei buchi scavati nel terreno; Le uova si schiudono in primavera.



CARATTERISTICHE GENERALI:
Generalmente le cavallette sono di colore verde, ma ne esistono varianti di giallo e nero e il suo corpo (come tutti quelli degli insetti) è costituito da 3 parti: capo, torace e addome. Sul capo sono collocate due grandi antenne e ai lati di queste ci sono due grandi occhi neri. Le antenne, servono per orientarsi nell’ambiente e per percepire eventuali predatori; a parte questo sono usate annusare e per gustare. Tutte le specie hanno 6 zampe, e gli arti possono anche ospitare gli organi dell'udito e della produzione dei suoni.

ALIMENTAZIONE E CICLO VITALE:
Le cavallette si nutrono prevalentemente di vegetali e di resti animali. Ci sono anche delle eccezioni, infatti qualche gruppo è decisamente carnivoro. Il ciclo vitale è vario. possono vivere per 5 giorni o anche per mesi interi.

RIPRODUZIONE:
Di solito producono una generazione all'anno. L’ovodeposizione inizia in agosto in aree circoscritte di vecchi prati incolti; Le uova sono deposte in numero variabile. Inverni scarsamente piovosi permettono la sopravvivenza delle uova e conseguentemente la nascita in primavera di molti individui. La scarsa piovosità e umidità agisce inoltre negativamente nei confronti dei principali nemici naturali quali funghi e batteri. Nei nostri ambienti sono soprattutto i parassiti fungini ad assicurare il naturale contenimento delle popolazioni di cavallette.



COMPORTAMENTO:
Le cavallette sono di indole pacifica. Ma le leggende e credenze popolari, hanno portato a credere che sia un insetto pericoloso, mandato ad infestare interi villaggi per punizione. In realtà, si avvicinano a centri abitati solamente d'inverno, o quando il cibo scarseggia.